Gli ultimi curanderos

Pachamama è la Grande Madre, la Dea Madre, la Madre di tutto quanto esiste. L’amore di Pachamama è la manifestazione della vita. Le rocce, l’acqua, le piante, gli animali, e anche noi, siamo parte di questo amore. Dicono che Pachamama qualche volta si presenti sulla terra in forma umana, come una donna anziana che porta con sè molti doni; è segnata dalle rucghe, perchè ha vissuto tanto tempo. E’ lei che ci dà tutto quanto noi chiediamo alla vita, è lei che ci dà il cibo: tutte queste piante, questi animali, tutto quello che esiste sulla terra può costituire un cibo per noi. Dobbiamo tanto a questa divinità. Pachamama ha grandi seni, ha molto latte, per portare nutrimento a tutti gli esseri viventi senza fare distinzione fra esseri umani come noi, animali, vegetali o minerali. Pachamama è una donna instancabile che cammina e cammina su questa terra.

(Hernàn Huaranche Mamani, Gli ultimi curanderos, Milano, Piemme, 2012)

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22 aprile, giorno della Terra

Lunedì sarà la giornata mondiale della Terra, di cui avevo parlato su Scienza Sacra lo scorso anno. Oggi, proprio in vista del 22 aprile, vorrei parlare di due grossi problemi, più o meno conosciuti, legati all’inquinamento.

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1) Lo stile di vita occidentale (ovvero quello basato sul modello americano dei consumi di massa e della produzione industriale)

Molti studi di consumo sostenibile hanno dimostrato che l’impatto dei singoli individui è dovuto principalmente a tre fattori : l’alimentazione, l’energia usata e i trasporti. Di questi tre  l’alimentazione è il più importante ed incisivo.

Alimentazione.

Secondo una ricerca del Worldwatch Institute, «la produzione globale di carne nel 2010 è aumentata del 2,6 per cento: 290.600.000 tonnellate, con un incremento del tasso di crescita dello 0,8% dal 2009. Anche con questo aumento minimo, però, la produzione di carne in tutto il mondo è triplicata dagli anni ‘70. In continuo aumento e in costante crescita negli ultimi dieci anni: dal 2000 la produzione globale di carne è aumentata del 20%». L’impatto ambientale della produzione di carne influisce su tutto: dall’utilizzo dei suoli al consumo di combustibili fossili. Secondo un altro rapporto pubblicato nel 2010, un quarto delle terre del pianeta è utilizzato per 1,7 miliardi di capi di bestiame, mentre un terzo delle terre coltivabili del mondo viene sfruttato per produrre alimenti per il bestiame. Intanto un miliardo di persone non ha cibo a sufficienza.  L’impatto dell’allevamento del bestiame è immediatamente visibile in Paesi come il Brasile, dove l’80% della deforestazione in Amazzonia viene realizzata per coltivazioni e pascolo intensivi per il bestiame, mettendo in pericolo la biodiversità del pianeta e lo stoccaggio naturale di CO2. Robert Engelman, presidente del Worldwatch Institute, chiede una svolta sostenibile: «correttamente gestito il livello di produzione della carne, come quello generalmente attuato dai piccoli allevatori sui pascoli, potrebbe in realtà aiutare a sequestrare l’anidride carbonica. E’ soprattutto necessario ripensare il percorso della carne ad entrambi i capi della catena di produzione-consumo». Il Worldwatch Institute  mette in guardia sull’impatto sulla salute umana anche dell’eccessivo consumo di carne: «consumata con moderazione, la carne è una buona fonte di proteine ​​e di vitamine e sostanze nutritive importanti come ferro, zinco e vitamine B3, B6 e B12. Ma una dieta ricca di carni rosse e lavorate può portare ad una serie di problemi di salute, tra cui obesità, diabete, malattie cardiovascolari e cancro. Mangiare biologico e l’allevamento del bestiame al pascolo possono alleviare i problemi cronici di salute e migliorare l’ambiente. La carne di animali nutriti con l’erba contiene più sostanze nutritive e meno grassi  di quella “factory-farmed”,  e riduce il rischio di malattie e di esposizione a sostanze chimiche tossiche. Sistemi di pascolo ben gestiti possono migliorare il sequestro del carbonio, riducendo l’impatto del bestiame sul  pianeta, e l’utilizzo di un minor numero di input a ad alta intensità energetica conserva i suoli, riduce l’inquinamento e l’erosione e preserva la biodiversità».

(Fonte: http://www.greenreport.it)

Le diete mediterranea (e mi riferisco a quella patrimonio dell’UNESCO), vegetariana e vegana sono una possibile strada per ridurre l’impatto ambientale e migliorare anche la salute delle persone.

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Strumenti elettronici.

 Anche la larga diffusione di strumenti elettronici come cellulari, pc, elettrodomestici, ecc… ha un forte impatto ambientale. Infatti, tutta questa bella tecnologia, peraltro progettata per deteriorasi in tempi brevi in modo da costringere il consumatore a comprare, non è riciclabile a causa dell’insieme di materiali che vengono utilizzati per costruirne i singoli pezzi. Che fine fa allora? Beh, naturalmente finisce in tante “belle” discariche in Cina, India, Africa. Discariche che causano non solo seri danni all’ambiente ma anche alle persone! Quindi, magari, prima di cambiare cellulare come se fosse un paio di mutande, solo per seguire una moda passeggera (stupida peraltro), pensateci un trilione di volte.

Qui il documento di GreenPeace: http://www.greenpeace.org/

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E ora un video:

 

2) Isole di plastica

Le isole di plastica degli oceano Pacifico e Atlantico sono molto famose. Credo che la maggior parte delle persone ne abbia sentito parlare almeno una volta.  In realtà non sono isole di rifiuti galleggianti (anche se quelli indubbiamente non mancano, nè nelle acque nè nelle spiagge!), ma sono composte da microscopici frammenti plastici, spesso di pochi millimetri, dispersi in molti chilometri quadrati di acqua. Queste “isole”, inoltre, non si trovano solo negli oceani ma anche nei Grandi Laghi del nord degli Stati Uniti, come racconta l’Huffington Post.

La presenza di plastica e di rifiuti solidi ha, naturalmente, delle conseguenze molto gravi sull’ecosistema marino e sulle creature che lo popolano:

  • molti uccelli, come gli albatri, sono stati trovati morti per aver ingerito rifiuti plastici;
  • si pescano pesci che hanno ingerito materiali plastici (e se il pesce mangia la micro-plastica questa arriva anche a noi come gustosissimo cibo…);
  • c’è il rischio che alcune specie viaggino trasportati dai rifiuti e penetrino negli ecosistemi di zone limitrofe, dove risulterebbero estremamente nocivi;
  • gerridi, granchi e invertebrati sfruttano la plastica per prosperare: è stato infatti scoperto che i gerridi usano la plastica per deporre uova in quantitativi estremamente superiori alla norma.
Esiste un bel progetto, presentato dall’ingegnere olandese Boyan Slat, che mira a ripulire gli oceani dai rifiuti sfruttando le correnti per intrappolarli. Sul suo sito trovate tutte le informazioni: http://www.boyanslat.com
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Sito ufficiale dell’evento: http://www.earthday.org/

Sono on-line :)

Questo nuovo blog nasce dall’esigenza di dedicare uno spazio a sè stante a quei post che in Scienza Sacra mi sembravano essere un po’ fuori tema, ovvero a quelli legate alla salvaguardia dell’ambiente e al legame con la natura, ma anche alla difesa delle persone sfruttate e maltrattate.

Sento crescere dentro di me un sempre più grande e pressante desiderio (quasi un bisogno) di cambiare stile di vita a favore di uno che sia in linea con il mio amore per la Terra. Le mie riflessioni sulla necessità di vivere in modo eco-sostenibile, in armonia sia con l’ambiente che ci circonda che le altre persone, rispettando e salvaguardando ogni creatura vivente (e per me tutto sulla Terra è vivo, anche le rocce e i minerali!) non sono nate di recente, ma sono il frutto di un cammino che ho intrapreso molti anni addietro e che non si è ancora concluso.

Purtroppo non è facile conciliare la vita di tutti i giorni, sottomessa alle leggi dettate dal consumismo sfrenato e dalla logica del profitto, con quelle che sono le mie idee e le mie vere esigenze. Ma ci provo, cercando di trarre ispirazione da chi lo ha fatto prima di me e da chi, senza avere nulla in cambio, ogni giorno fa tanto per la Terra e per le persone.

Il nome del blog è stato scelto per caso: recentemente ho letto Negli occhi dello sciamano di Mamani (libro che recensirò molto presto su Scienza Sacra) e ho trovato la parola “Pachamama”, che significa semplicemente “Madre Terra” ed è il nome della dea inca della Terra e della fertilità. Mi suonava molto bene e così l’ho usato per il blog.

Vi lascio con il mito di Pachamama:

Pachacamac, dio del cielo, si unì a Pachamama e da questa unione nacquero due gemelli, un maschio e una femmina. Come in altri miti andini, il padre morì oppure, secondo altre leggende, sparì in mare o rimase prigioniero di un incantesimo in un’isola del litorale.

Pachamama rimase vedova e sola con i suoi figli. Sulla Terra regnava l’oscurità. In lontananza videro una luce che seguirono salendo montagne, attraversando lagune e combattendo contro mostri.

Infine arrivarono in una grotta conosciuta come Waconpahuin, abitata da un uomo chiamato Wakon. Questi aveva sul fuoco una patata e una pentola di pietra. Chiese ai due figli di Pachamama di andare a prendere l’acqua. I due tardarono e Wakontentò di sedurre Pachamama. Vistosi rifiutato la uccise, divorò il suo corpo e mise i resti in una pentola.

I due gemelli tornarono e chiesero della madre. Wakon non raccontò nulla e disse loro che sarebbe tornata a momenti, ma i giorni passavano e la madre non tornava.

Huaychau, uccello che annunciava l’alba, ebbe compassione dei due gemelli e raccontò cosa successe alla loro madre mettendoli in guardia del pericolo che correvano rimanendo con Wakon. I bambini legarono i capelli di Wakon, che nel frattempo dormiva, ad una grossa pietra e scapparono in fretta e furia.

Incontrarono una volpe, Añas, che dopo aver chiesto loro perché scappavano e dove stessero andando, li nascose nella sua tana. Nel frattempo Wakon si liberò e si mise in cerca dei gemelli. Incontrò dapprima vari animali a cui chiese se avevano visto due gemelli, ma nessuno seppe aiutarlo. Incontrò, infine, Añas. Questa gli disse che i bambini erano in cima ad una montagna e che avrebbe potuto, una volta in cima, imitare la voce della madre in modo che i bambini uscissero allo scoperto.

Wakon si mise a correre affannosamente verso la cima e non si accorse della trappola che nel frattempo l’astuta volpe Añas gli aveva teso. Wakon cadde da un burrone e, morendo, causò un violento terremoto.

I gemelli rimasero con Añas che gli alimentava con il suo sangue. Nauseati chiesero se poteva andare a raccogliere qualche patata. Trovarono un’oca (Oxalis Tuberosa, un tubero simile alla patata) assomigliante ad una bambola. Giocarono con essa, ma si ruppe un pezzo. I bambini smisero di giocare e si addormentarono.

Nel sonno la femmina sognò di lanciare il suo cappello in aria e che questo rimanesse sospeso senza ricadere. La stessa cosa accadeva, nel sogno, ai suoi vestiti. Una volta sveglia raccontò il sogno al fratello. Mentre i bambini si domandavano il significato del sogno, videro in cielo una corda lunghissima. Incuriositi si arrampicarono e salirono.

Alla cima della corda videro il loro padre, Pachacamac, impietosito per le loro disavventure. Riuniti al loro padre, vennero trasformati nel Sole (il maschio) e nella Luna (la femmina).

Per quello che riguarda Pachamama, essa rimase sempre in basso, assumendo la forma di un imponente nevaio chiamato, anche oggi, La Viuda (la vedova).