Il saccheggio delle falde acquifere italiane e lo sfruttamento di Coca-cola

Altraeconomia smaschera uno dei più calomorosi episodi di saccheggio delle falde acquifere italiane ad opera delle multinazionali (Coca-cola in questo caso). Ad esempio a Nogara, in provincia di Verona, dove Coca-cola ha il suo principale stabilimento italiano, la multinazionale preleva ben 1,25 miliardi di litri di acqua di falda, pagandola 45 volte di meno dei normali cittadini della zona. Rispetto al canone irrisorio che pagano, i loro profitti sono altissimi.

ITALIANI SVEGLIATEVI!


E BOICOTTATE!

Le lobby delle sementi e l’Ue

Leggiamo sul sito di Slow Food:

Ancora una volta la lobby delle industrie produttrici di sementi sta condizionando pesantemente le decisioni della UE in materia di politica agricola. In queste settimane è infatti al vaglio della Commissione  una revisione delle normative che regolano la catena agroalimentare nei Paesi membri della UE, giustamente intrapresa in vista di una maggiore tutela dei consumatori e di una minore burocrazia per i produttori.

Tuttavia, questo processo prevede anche alcune norme in materia di produzione e di commercializzazione delle sementi che minano alla base la conservazione della biodiversità, la salute dei consumatori, l\’ambiente e l’indipendenza degli agricoltori. La concentrazione delle produzioni di sementi nelle mani di pochi soggetti detentori dei brevetti per la modificazione genetica dei semi e il divieto di  commercializzazione di quelli prodotti da piccole aziende agricole spesso riproduttrici di varietà locali, tradizionali e biologiche, come vorrebbe l’Unione Europea, oltre a ledere il diritto di libero scambio di semi tra agricoltori, comporterebbe una seria minaccia  per  la conservazione della biodiversità vegetale, per la capacità di adattamento alle mutevoli condizioni ambientali delle piante e, ancor di più, per l’indipendenza degli agricoltori dalle logiche e dalle strategie commerciali delle multinazionali dell’agroalimentare.

È per questo che il CISA (il Comitato Italiano Sovranità Alimentare, che oggi conta di oltre 270 membri tra associazioni e sindacati di categoria, ONG, associazioni ambientaliste e dei consumatori impegnati nella promozione del diritto degli agricoltori del Nord e del Sud del mondo a decidere autonomamente le politiche, le tecniche e le strategie produttive) ha lanciato anche in Italia un appello ai Commissari UE affinché riorientino tali decisioni verso la tutela dei diritti dei piccoli produttori e dei consumatori, che subiscono le conseguenze di scelte orientate alla massimizzazione del profitto di pochi ottenuto a spese dei molti che, in Italia, in Europa e nei Paesi in Via di Sviluppo, pagano il conto con la loro salute e, spesso, con la loro stessa possibilità di sopravvivenza.

Sergio Marelli – Presidente CISA
Dalla rubrica Sostiene Slow Food, La Stampa 27 maggio 2013 

L’energia solare in Veneto

Crescono le energie rinnovabili, specialmente per il fotovoltaico. Ed è il Veneto che traina l’Italia nel solare. Una regione che resiste anche con la crisi economica.

La regione si conferma al primo posto in Italia per il numero di impianti fotovoltaici realizzati nel 2013, secondo lo studio elaborato da Ambiente Quotidiano, sulla base dei dati del GSE, Gestore dei Servizi Energetici. Nel dettaglio, secondo i dati aggiornati al 12 maggio 2013, il numero di impianti fotovoltaici installati in Veneto nei primi cinque mesi di quest’anno sono 4.875 (per una potenza di 46.141 kW), contro i 4.367 della Lombardia e i 3.482 dell’Emilia Romagna, che occupano rispettivamente la seconda e la terza posizione.

Analizzando invece la totalita’ del numero di impianti fotovoltaici installati sinora in Veneto, sommando le cinque diverse versioni del Conto Energia, sono di 70.523 gli impianti in esercizio nella regione, per una potenza di 1.533 MV. La citta’ (comprensiva della provincia) che vanta il maggior numero di impianti in esercizio nella regione e’ Treviso con 18.349, seguita da Padova con 14.233, Vicenza con 12.592, Venezia con 9.731, Verona con 9.369, Belluno con 3.134 e chiude Rovigo con 2.766 impianti.

Fonte: www.rinews.it

L’Italia continuerà ad essere OGM Free :)

Fuori c’è il sole e dal sito di FederBio oggi giungono buone ed incoraggianti notizie, non potrebbe andar meglio xD. Evidentemente in vista della giornata mondiale della biodiversità sono tutti più savi perchè  il Senato della Repubblica ha approvato all’unanimità la famosa clausola di salvaguardia che ha lo scopo di continuare a tutelare noi (e la biodiversità dell’Italia) dagli OGM.

Paolo Carnemolla, presidente di FederBio, ha così commentato:

Siamo soddisfatti del voto all’unanimità al Senato sulla mozione per l’adozione della clausola di salvaguardia per il divieto delle coltivazioni OGM in Italia e il rafforzamento dei controlli. Si tratta di un segnale importante di coesione delle forze politiche rispetto a un tema che è direttamente connesso con la scelta per il modello di agricoltura su cui innestare il futuro dell’economia agricola e agroalimentare dell’Italia.

Per questo ci auguriamo che analoga condivisione d’intenti e d’iniziative le forze politiche e il Governo la dimostrino nell’indicare l’agricoltura biologica certificata secondo le normative europee quale asset prioritario per l’EXPO’ 2015 e la prossima programmazione dei fondi per lo sviluppo rurale, che prenderà avvio nel 2014 e traguarderà fino al 2020, accompagnando la necessaria trasformazione e innovazione del sistema agricolo, rurale e agroalimentare nazionale.

Il presidente della Coldiretti, Sergio Marini, ha affermato che:

Dopo il positivo pronunciamento del Ministro delle Politiche Agricole Nunzia De Girolamo ci aspettiamo ora che tale obiettivo sia condiviso anche dal Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, a cui spetta per competenza l’avvio delle procedure. Il ricorso alla clausola di salvaguardia è già stato richiesto in più occasioni dalle amministrazioni regionali ed è uno strumento esercitato da alcuni Stati membri dell’Ue in relazione a nuove evidenze scientifiche che evidenziano l’impatto degli Ogm anche su aspetti diversi da quelli economici.

L’approvazione della mozione impegna il Governo italiano:

  • Ad adottare la clausola di salvaguardia prevista dall’articolo 23 della direttiva 2001/18/CE e/o ad adottare la misura cautelare di cui all’articolo 34 del regolamento (CE) n. 1829/2003, in base alla procedura prevista dall’art. 54 del regolamento (CE) n. 178/2002, a tutela della salute umana, dell’ambiente e del modello economico e sociale del settore agroalimentare italiano.
  • A rafforzare la già efficace opera di monitoraggio e controllo posta in essere con il coinvolgimento del Corpo forestale dello Stato, il quale da tempo effettua verifiche per evitare la contaminazione tra colture geneticamente modificate e non e per controllare l’eventuale presenza di sementi transgeniche non autorizzate.
  • A potenziare la ricerca scientifica pubblica in materia agricola e biologica e, in caso di OGM, in ambiente confinato di laboratorio.

 

Giornata mondiale della biodiversità

Oggi, 22 maggio, ricorre la giornata mondiale della biodiversità. Il tema di quest’anno è “Acqua e Biodiversità”, in  accordo con la proclamazione dell’Assemblea delle Nazioni Unite del Decennio internazionale per l’azione Water for Life (2005-2015) e del Decennio della biodiversità (2011-2020).

Il commissario UE dell’ambiente ha dichiarato:

La biodiversità costituisce la ricchezza naturale della terra, la base della vita e della prosperità del genere umano. Ma le risorse della vita si stanno assottigliando ad un ritmo allarmante. Il messaggio è chiaro: ci stiamo privando del nostro stesso futuro. È vitale ora intensificare le nostre azioni per salvaguardare la diversità della vita sulla terra.

Uno dei maggiori contributi alla lotta contro la perdita della biodiversità è la rete ecologica Natura 2000, comprendente circa 25.000 aree dislocate in 27 paesi e creata nel ’92 con  lo scopo di proteggere e conservare diversi habitat e le specie, animali e vegetali che li abitano.

Oggi,  inoltre, il Ministero dell’Ambiente e Federparchi presenteranno due volumi, due “Liste Rosse”, uno di animali e uno di vegetali a rischio estinzione. Secondo il ministero:

La valutazione del rischio di estinzione è basata su categorie, criteri e linee guida aggiornate periodicamente. Le valutazioni vengono effettuate tramite workshop tematici con gruppi di esperti delle diverse specie e aree del territorio nazionale, e revisionate criticamente sia nei contenuti sia nell’applicazione del protocollo secondo le linee guida.

Secondo Giampiero Sammuri, presidente di Federparchi-Europarc Italia,

E’ stato svolto un lavoro straordinario. Le caratteristiche geografiche, climatiche e storiche dell’Italia hanno consentito nel tempo l’insediamento e la permanenza di una variegata e ricca biodiversità, inclusa una gran varietà di specie endemiche e ambienti e paesaggi esclusivi. Questa ricchezza è riconosciuta a livello mondiale. Ecco perché abbiamo la responsabilità di monitorare e salvaguardare questo capitale naturale dalle tante minacce che si profilano. Le pubblicazioni con le Liste Rosse ci dicono quali e quante specie animali e vegetali rischiano di scomparire e soprattutto quali sono le cause che possono determinare i fattori di rischio.

Delle 576 specie terrestri e 96 marine di vertebrati valutate in questa ricerca, 6 sono estinte nella regione in tempi recenti. Le specie minacciate di estinzione sono 138 terrestri e 23 marine, il 28% delle specie valutate. Il 50% circa delle specie di vertebrati italiani non è a rischio di estinzione imminente.

In ambiente terrestre le principali minacce ai vertebrati italiani sono la perdita di habitat e l’inquinamento. Il numero di specie minacciate dal prelievo e dalla persecuzione diretta è piuttosto ridotto. La principale minaccia rilevata in ambiente marino è la mortalità accidentale, ma questo dipende dal fatto che le specie qui valutate (squali, razze e chimere) hanno scarso interesse commerciale.

L’Italia è un’area che possiede anche un grado importante di biodiversità vegetale. In alcune porzioni della penisola la percentuale di varietà tipiche raggiunge valori compresi tra il 13% ed il 20%. La biodiversità vegetale mediterranea è però minacciata dall’urbanizzazione selvaggia, dall’allevamento intensivo e anche dal turismo. Problemi si manifestano anche nelle aree protette a causa della mancanza di adeguati controlli.

 

Il Roundup e le malformazioni genetiche

Uno studio realizzato da un team internazionale di scienziati e pubblicato il 7 giungo con il titolo “Roundup and birth defects: is the public being kept in the dark?” (scaricabile in formato pdf qui) ha confermato uno studio indipendente svolto nel 2010 in Argentina, evidenziando il ruolo che l’ormai tristemente noto pesticida Roundup della Monsanto riveste nella nascita di animali con malformazioni. Dal rapporto emerge anche che l’UE era a conoscenza della pericolosità del glifosfato, sostanza contenuta nel Roundup, fin dal 1980, ma la notizia è sempre stata taciuta.
I ricercatori hanno scoperto che le colture trattate con il Roundup contengono un agente patogeno che può causare non solo malformazioni ma anche aborti negli animali.

Don Huber, professore emerito presso la Purdue University,  in una lettera al Ministro dell’Agricoltura americano Tom Vilsack, ha scritto:

E’ ben documentato che il glifosato favorisce la patogenenesi del terreno ed è già coinvolto nell’aumento di oltre 40 malattie delle piante, ma smantella le difese delle piante dai chelanti, sostanze nutrienti vitali, e riduce la biodisponibilità dei nutrienti negli alimenti per animali, e ciò a sua volta può causare disturbi di origine animale.

Claire Robinson, coautore dello studio, ha spiegato:

Sembra che ci sia stata una deliberata volontà di coprire la verità da parte dell’industria chimica (spiegabile ma non giustificabile) e di chi doveva controllare (inspiegabile e ingiustificabile). Tutto ciò sulla pelle della sicurezza pubblica. Anche perché il Roundup non viene utilizzato solo in agricoltura, ma anche nel giardinaggio, nei parchi e nelle aree verdi delle scuole, grazie alla falsa informazione che sia sicuro.

Documentario: “Il mondo secondo Monsanto”

Il mondo secondo Monsanto” è un documentario che merita di essere guardato, dall’inizio alla fine. Dovremmo già sapere che le multinazionali guardano solo al loro profitto economico, calpestando senza ritegno i dritti umani, il benessere dell’ambiente e degli animali, la salute delle persone; ma anche cercando di impedire ricerche autonome sui loro prodotti o falsificando i risultati di quelle condotte; e chi più ne ha più ne metta. Insomma, inutile dire che meriterebbero di essere condannate per crimini contro l’umanità e contro la Terra, o, meglio ancora, per CRIMINI CONTRO LA VITA STESSA.

La Monsantoleader nella produzione di OGM, ormoni e veleni mortali di vario genere, è sicuramente la peggiore di tutte perchè sta cercando di ottenere anche il dominio assoluto sulle sementi e sul cibo. Provate ad immaginare cosa accadrebbe se disgraziatamente ci riuscisse!! Già le sementi dei prodotti che vende producono piante sterili che costringono gli agricoltori ad acquistare ogni anno nuovi semi da loro.

Senza contare che OGM, ormoni per la crescita, pesticidi e veleni sono quanto di più lontano esista da una vita sana e in armonia con l’ambiente.

Ma ora veniamo al documentario:

Ah, a proposito di monopoli sui semi e dittature alimentari leggete anche questi articoli, perchè davvero abbiamo ampiamente superato il limite dell’assurdo:

E se anche Slow food si è attivata, forse non è una questione da prendere alla leggera.