Le lobby delle sementi e l’Ue

Leggiamo sul sito di Slow Food:

Ancora una volta la lobby delle industrie produttrici di sementi sta condizionando pesantemente le decisioni della UE in materia di politica agricola. In queste settimane è infatti al vaglio della Commissione  una revisione delle normative che regolano la catena agroalimentare nei Paesi membri della UE, giustamente intrapresa in vista di una maggiore tutela dei consumatori e di una minore burocrazia per i produttori.

Tuttavia, questo processo prevede anche alcune norme in materia di produzione e di commercializzazione delle sementi che minano alla base la conservazione della biodiversità, la salute dei consumatori, l\’ambiente e l’indipendenza degli agricoltori. La concentrazione delle produzioni di sementi nelle mani di pochi soggetti detentori dei brevetti per la modificazione genetica dei semi e il divieto di  commercializzazione di quelli prodotti da piccole aziende agricole spesso riproduttrici di varietà locali, tradizionali e biologiche, come vorrebbe l’Unione Europea, oltre a ledere il diritto di libero scambio di semi tra agricoltori, comporterebbe una seria minaccia  per  la conservazione della biodiversità vegetale, per la capacità di adattamento alle mutevoli condizioni ambientali delle piante e, ancor di più, per l’indipendenza degli agricoltori dalle logiche e dalle strategie commerciali delle multinazionali dell’agroalimentare.

È per questo che il CISA (il Comitato Italiano Sovranità Alimentare, che oggi conta di oltre 270 membri tra associazioni e sindacati di categoria, ONG, associazioni ambientaliste e dei consumatori impegnati nella promozione del diritto degli agricoltori del Nord e del Sud del mondo a decidere autonomamente le politiche, le tecniche e le strategie produttive) ha lanciato anche in Italia un appello ai Commissari UE affinché riorientino tali decisioni verso la tutela dei diritti dei piccoli produttori e dei consumatori, che subiscono le conseguenze di scelte orientate alla massimizzazione del profitto di pochi ottenuto a spese dei molti che, in Italia, in Europa e nei Paesi in Via di Sviluppo, pagano il conto con la loro salute e, spesso, con la loro stessa possibilità di sopravvivenza.

Sergio Marelli – Presidente CISA
Dalla rubrica Sostiene Slow Food, La Stampa 27 maggio 2013 

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s