OGM: caso Fidenato

Tratto dal sito di Slow Food:

01/07/2013 – La Giunta regionale friulana ha approvato (in via preliminare) una modifica alla legge regionale 5 del 2011 che riguarda la coesistenza tra colture tradizionali e organismi geneticamente modificati, introducendo di fatto misure più restrittive. L’obiettivo è quello di evitare la più che probabile contaminazione delle colture convenzionali e biologiche.

Buone notizie dal fronte friulano: venerdì 28 giugno, su proposta del vicepresidente della Regione e assessore alle Risorse rurali, Sergio Bolzonello, la Giunta regionale friulana ha approvato (in via preliminare) una modifica alla legge regionale 5 del 2011 che riguarda la coesistenza tra colture tradizionali e organismi geneticamente modificati (Ogm), introducendo di fatto misure più restrittive. L’obiettivo è quello di evitare la più che probabile contaminazione delle colture convenzionali e biologiche.

«Questo provvedimento recepisce una specifica raccomandazione della Commissione europea che tiene conto di fattori quali topografia, modelli produttivi, strutture aziendali e sistemi di rotazione delle colture, condizioni naturali, condizioni climatiche che influenzano l’attività degli impollinatori e la dispersione del polline attraverso l’aria» spiega Bolzonello. Di fatto le misure introdotte impediranno il ripetersi di semine Ogm come quelle compiute da Giorgio Fidenato a Vivaro e a Mereto di Tomba. «La nuova normativa – prosegue Bolzonello – farà sì che gli Ogm si potranno seminare ma solo a determinate condizioni, che in questa nostra regione praticamente non ci sono».

L’inosservanza delle nuove regole comporterà una sanzione amministrativa da un minimo di 5mila a un massimo di 50.000 euro.
Ora attendiamo la seduta di metà luglio, quando il Consiglio regionale dovrà decidere se approvare o meno il provvedimento, che figura come emendamento all’assestamento di bilancio. Con queste disposizioni la Regione anticipa i contenuti di un decreto ministeriale che nei prossimi giorni definirà la questione a livello nazionale. Un provvedimento necessario, se non inevitabile. Non possiamo che essere soddisfatti dell’iniziativa della Giunta friulana. Ne seguiremo l’iter augurandoci che anche il Consiglio regionale prosegua in questa direzione, l’unica sensata. E intanto aspettiamo che il Governo recepisca le indicazioni del Senato e richieda la clausola di salvaguardia all’Ue.

Fonti:
Ansa
Il Messaggero Veneto
ilfriuli.it 

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Rischio contaminazione OGM in Italia e atti criminali

Visti i recenti avvenimenti non posso più trattenermi dall’esprimere la mia profonda delusione per l’incompetenza, o forse la compiacenza, di certe istituzioni italiane. Come quasi tutti ormai sapranno, in Friuli un agricoltore (anche se non merita questo titolo) di nome Fidenato ha seminato illegalmente il mais ogm della Monsanto. Tra l’altro non è neppure la prima volta che si permette di fare una cosa del genere. Ciò che più mi ha lasciata basita di tutta questa vicenda, comunque, non è tanto che questo criminale (ha compiuto un atto illegale per la legge italiana e pertanto di criminale si tratta) si sia permesso di compiere un atto così arrogante ed irrispettoso, ma che la regione Friuli, nonostante gli avvertimenti di Fidenato (sì perchè aveva pure avvisato…), non abbia mosso un dito.

CHE SCHIFO.

Ora, il divieto di coltivazione di OGM e la sempre più ampia propensione per l’agricoltura biologica sono alcune delle poche cose buone che ancora ci sono in Italia, quindi cerchiamo di salvaguardarle, cavolo! Oltretutto gli OGM sono un danno per la salute e per l’ambiente! E anche per gli agricoltori stessi…anche se alcuni soggetti sembrano non rendersene conto.

Comunque, in questo momento a Roma sta iniziando la manifestazione di Green Peace e della Task Force italiana contro gli OGM (della quale fanno parte, tra gli altri, Slow Food e WWF). Io purtroppo non potrò esserci a causa della distanza, ma voglio sapere ai manifestanti (che spero siano tanti) che sono con loro, anche se non fisicamente.

Invito tutti a firmare la petizione appena aperta da Green Peace che trovate a questo link: http://www.greenpeace.org/italy/Allarme-OGM-in-Italia/

Una cosa mi ha rincuorata in tutto questo: l’intervento della deputata Susanna Cenni. Speriamo solo che venga ascoltata e che anche alla Camera approvino presto la clausola di salvaguardia.

Queste le parole di Cenni (fonte: Slow Food):

Presidente, Colleghi, Rappresentanti del Governo,
domani alle 14,30 di fronte a Montecitorio ci sarà una importante manifestazione promossa dalla Task Force, Italia libera da Ogm, un insieme di sigle fortemente rappresentative del mondo agricolo, ambientalista, dei consumatori, della trasformazione alimentare.
La Mobilitazione è conseguente al grave episodio accaduto nei giorni scorsi, atto purtroppo ripetuto, perché già avvenuto un anno fa. Come dicevo qualche giorno fa, nel comune di Vivaro (Pd) sono stati messi a dimora semi di mais geneticamente modificato in un campo di circa 3000 mq, dal presidente dell’associazione Agricoltori Federati, Giorgio Fidenato.
Tale atto, palesemente illegittimo, come precisato dallo stesso Ministro delle politiche agricole, è gravissimo.
Un atto sostanzialmente annunciato, e francamente sfuggono le ragioni e le condizioni per le quali non siano stati poste in essere gli strumenti e gli atti necessari a impedire questa azione provocatoria. Voglio ricordare che già un anno fa nella solita area era avvenuta la medesima semina, cui avevano fatto seguito proteste, mobilitazioni, tensione, atti di sequestro non sufficienti però a sventare possibili rischi di contaminazione.
7 italiani su 10 non vogliono consumare prodotti Ogm, la stragrande maggioranza degli agricoltori non intende usare semi geneticamente modificati, ha scelto l’agricoltura di qualità e le pratiche biologiche.
Le Regioni tutte si sono pronunciate per un’Italia libera da Ogm.
A oggi 8 Paesi europei hanno adottato la clausola di salvaguardia (Francia, Germania, Lussemburgo, Ungheria, Grecia, Bulgaria, Polonia).
Anche il nostro Paese a marzo ha intrapreso questo percorso che si è però arenato.
Noi non possiamo consentire atti illegittimi e arroganti che possano compromettere la qualità della nostra agricoltura anche considerato che è l’unico comparto che pare tenere di fronte alla crisi.
Non possiamo aspettare ancora.
Abbiamo Mozioni depositate dal Pd su questo tema, sia dal mese di marzo, numerosi atti di sindacato ispettivo
Ricordo che il Senato ha approvato con voto unanime una mozione che impegna il Governo ad adottare la clausola di salvaguardia.
Sono state importanti le parole del Ministro De Girolamo, e molto apprezzata è stata la presa di posizione del Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, che si sono dichiarati pronti a intervenire.
Adesso occorre che oltre a enunciare impegni si agisca celermente.
Sono per questo a chiedere a lei e al Governo la massima attenzione affinché si proceda:
– Alla sollecita adozione della clausola di salvaguardia
– A ogni azione utile e necessaria ad impedire ogni rischio di possibile contaminazione nell’area di Vivaro,adottando, in sinergia con le forze dell’ordine e le autorità competenti misure adeguate.

P.S.: Prima che qualche sapientone pensi di lasciare commenti inutili ci tengo a precisare che sò perfettamente che gli OGM (purtroppo) si possono importare e lavorare e che sono destinati al foraggio degli animali negli allevamenti intensivi. Proprio per questo motivo bevo solo latte biologico -o vegetale- e quelle sporadiche volte che mangio carne (quasi nulle a dir la verità) lo faccio solo se ho la certezza assoluta che proviene da allevamenti biologici.

Le lobby delle sementi e l’Ue

Leggiamo sul sito di Slow Food:

Ancora una volta la lobby delle industrie produttrici di sementi sta condizionando pesantemente le decisioni della UE in materia di politica agricola. In queste settimane è infatti al vaglio della Commissione  una revisione delle normative che regolano la catena agroalimentare nei Paesi membri della UE, giustamente intrapresa in vista di una maggiore tutela dei consumatori e di una minore burocrazia per i produttori.

Tuttavia, questo processo prevede anche alcune norme in materia di produzione e di commercializzazione delle sementi che minano alla base la conservazione della biodiversità, la salute dei consumatori, l\’ambiente e l’indipendenza degli agricoltori. La concentrazione delle produzioni di sementi nelle mani di pochi soggetti detentori dei brevetti per la modificazione genetica dei semi e il divieto di  commercializzazione di quelli prodotti da piccole aziende agricole spesso riproduttrici di varietà locali, tradizionali e biologiche, come vorrebbe l’Unione Europea, oltre a ledere il diritto di libero scambio di semi tra agricoltori, comporterebbe una seria minaccia  per  la conservazione della biodiversità vegetale, per la capacità di adattamento alle mutevoli condizioni ambientali delle piante e, ancor di più, per l’indipendenza degli agricoltori dalle logiche e dalle strategie commerciali delle multinazionali dell’agroalimentare.

È per questo che il CISA (il Comitato Italiano Sovranità Alimentare, che oggi conta di oltre 270 membri tra associazioni e sindacati di categoria, ONG, associazioni ambientaliste e dei consumatori impegnati nella promozione del diritto degli agricoltori del Nord e del Sud del mondo a decidere autonomamente le politiche, le tecniche e le strategie produttive) ha lanciato anche in Italia un appello ai Commissari UE affinché riorientino tali decisioni verso la tutela dei diritti dei piccoli produttori e dei consumatori, che subiscono le conseguenze di scelte orientate alla massimizzazione del profitto di pochi ottenuto a spese dei molti che, in Italia, in Europa e nei Paesi in Via di Sviluppo, pagano il conto con la loro salute e, spesso, con la loro stessa possibilità di sopravvivenza.

Sergio Marelli – Presidente CISA
Dalla rubrica Sostiene Slow Food, La Stampa 27 maggio 2013 

L’Italia continuerà ad essere OGM Free :)

Fuori c’è il sole e dal sito di FederBio oggi giungono buone ed incoraggianti notizie, non potrebbe andar meglio xD. Evidentemente in vista della giornata mondiale della biodiversità sono tutti più savi perchè  il Senato della Repubblica ha approvato all’unanimità la famosa clausola di salvaguardia che ha lo scopo di continuare a tutelare noi (e la biodiversità dell’Italia) dagli OGM.

Paolo Carnemolla, presidente di FederBio, ha così commentato:

Siamo soddisfatti del voto all’unanimità al Senato sulla mozione per l’adozione della clausola di salvaguardia per il divieto delle coltivazioni OGM in Italia e il rafforzamento dei controlli. Si tratta di un segnale importante di coesione delle forze politiche rispetto a un tema che è direttamente connesso con la scelta per il modello di agricoltura su cui innestare il futuro dell’economia agricola e agroalimentare dell’Italia.

Per questo ci auguriamo che analoga condivisione d’intenti e d’iniziative le forze politiche e il Governo la dimostrino nell’indicare l’agricoltura biologica certificata secondo le normative europee quale asset prioritario per l’EXPO’ 2015 e la prossima programmazione dei fondi per lo sviluppo rurale, che prenderà avvio nel 2014 e traguarderà fino al 2020, accompagnando la necessaria trasformazione e innovazione del sistema agricolo, rurale e agroalimentare nazionale.

Il presidente della Coldiretti, Sergio Marini, ha affermato che:

Dopo il positivo pronunciamento del Ministro delle Politiche Agricole Nunzia De Girolamo ci aspettiamo ora che tale obiettivo sia condiviso anche dal Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, a cui spetta per competenza l’avvio delle procedure. Il ricorso alla clausola di salvaguardia è già stato richiesto in più occasioni dalle amministrazioni regionali ed è uno strumento esercitato da alcuni Stati membri dell’Ue in relazione a nuove evidenze scientifiche che evidenziano l’impatto degli Ogm anche su aspetti diversi da quelli economici.

L’approvazione della mozione impegna il Governo italiano:

  • Ad adottare la clausola di salvaguardia prevista dall’articolo 23 della direttiva 2001/18/CE e/o ad adottare la misura cautelare di cui all’articolo 34 del regolamento (CE) n. 1829/2003, in base alla procedura prevista dall’art. 54 del regolamento (CE) n. 178/2002, a tutela della salute umana, dell’ambiente e del modello economico e sociale del settore agroalimentare italiano.
  • A rafforzare la già efficace opera di monitoraggio e controllo posta in essere con il coinvolgimento del Corpo forestale dello Stato, il quale da tempo effettua verifiche per evitare la contaminazione tra colture geneticamente modificate e non e per controllare l’eventuale presenza di sementi transgeniche non autorizzate.
  • A potenziare la ricerca scientifica pubblica in materia agricola e biologica e, in caso di OGM, in ambiente confinato di laboratorio.

 

Il Roundup e le malformazioni genetiche

Uno studio realizzato da un team internazionale di scienziati e pubblicato il 7 giungo con il titolo “Roundup and birth defects: is the public being kept in the dark?” (scaricabile in formato pdf qui) ha confermato uno studio indipendente svolto nel 2010 in Argentina, evidenziando il ruolo che l’ormai tristemente noto pesticida Roundup della Monsanto riveste nella nascita di animali con malformazioni. Dal rapporto emerge anche che l’UE era a conoscenza della pericolosità del glifosfato, sostanza contenuta nel Roundup, fin dal 1980, ma la notizia è sempre stata taciuta.
I ricercatori hanno scoperto che le colture trattate con il Roundup contengono un agente patogeno che può causare non solo malformazioni ma anche aborti negli animali.

Don Huber, professore emerito presso la Purdue University,  in una lettera al Ministro dell’Agricoltura americano Tom Vilsack, ha scritto:

E’ ben documentato che il glifosato favorisce la patogenenesi del terreno ed è già coinvolto nell’aumento di oltre 40 malattie delle piante, ma smantella le difese delle piante dai chelanti, sostanze nutrienti vitali, e riduce la biodisponibilità dei nutrienti negli alimenti per animali, e ciò a sua volta può causare disturbi di origine animale.

Claire Robinson, coautore dello studio, ha spiegato:

Sembra che ci sia stata una deliberata volontà di coprire la verità da parte dell’industria chimica (spiegabile ma non giustificabile) e di chi doveva controllare (inspiegabile e ingiustificabile). Tutto ciò sulla pelle della sicurezza pubblica. Anche perché il Roundup non viene utilizzato solo in agricoltura, ma anche nel giardinaggio, nei parchi e nelle aree verdi delle scuole, grazie alla falsa informazione che sia sicuro.

Documentario: “Il mondo secondo Monsanto”

Il mondo secondo Monsanto” è un documentario che merita di essere guardato, dall’inizio alla fine. Dovremmo già sapere che le multinazionali guardano solo al loro profitto economico, calpestando senza ritegno i dritti umani, il benessere dell’ambiente e degli animali, la salute delle persone; ma anche cercando di impedire ricerche autonome sui loro prodotti o falsificando i risultati di quelle condotte; e chi più ne ha più ne metta. Insomma, inutile dire che meriterebbero di essere condannate per crimini contro l’umanità e contro la Terra, o, meglio ancora, per CRIMINI CONTRO LA VITA STESSA.

La Monsantoleader nella produzione di OGM, ormoni e veleni mortali di vario genere, è sicuramente la peggiore di tutte perchè sta cercando di ottenere anche il dominio assoluto sulle sementi e sul cibo. Provate ad immaginare cosa accadrebbe se disgraziatamente ci riuscisse!! Già le sementi dei prodotti che vende producono piante sterili che costringono gli agricoltori ad acquistare ogni anno nuovi semi da loro.

Senza contare che OGM, ormoni per la crescita, pesticidi e veleni sono quanto di più lontano esista da una vita sana e in armonia con l’ambiente.

Ma ora veniamo al documentario:

Ah, a proposito di monopoli sui semi e dittature alimentari leggete anche questi articoli, perchè davvero abbiamo ampiamente superato il limite dell’assurdo:

E se anche Slow food si è attivata, forse non è una questione da prendere alla leggera.