Sono on-line :)

Questo nuovo blog nasce dall’esigenza di dedicare uno spazio a sè stante a quei post che in Scienza Sacra mi sembravano essere un po’ fuori tema, ovvero a quelli legate alla salvaguardia dell’ambiente e al legame con la natura, ma anche alla difesa delle persone sfruttate e maltrattate.

Sento crescere dentro di me un sempre più grande e pressante desiderio (quasi un bisogno) di cambiare stile di vita a favore di uno che sia in linea con il mio amore per la Terra. Le mie riflessioni sulla necessità di vivere in modo eco-sostenibile, in armonia sia con l’ambiente che ci circonda che le altre persone, rispettando e salvaguardando ogni creatura vivente (e per me tutto sulla Terra è vivo, anche le rocce e i minerali!) non sono nate di recente, ma sono il frutto di un cammino che ho intrapreso molti anni addietro e che non si è ancora concluso.

Purtroppo non è facile conciliare la vita di tutti i giorni, sottomessa alle leggi dettate dal consumismo sfrenato e dalla logica del profitto, con quelle che sono le mie idee e le mie vere esigenze. Ma ci provo, cercando di trarre ispirazione da chi lo ha fatto prima di me e da chi, senza avere nulla in cambio, ogni giorno fa tanto per la Terra e per le persone.

Il nome del blog è stato scelto per caso: recentemente ho letto Negli occhi dello sciamano di Mamani (libro che recensirò molto presto su Scienza Sacra) e ho trovato la parola “Pachamama”, che significa semplicemente “Madre Terra” ed è il nome della dea inca della Terra e della fertilità. Mi suonava molto bene e così l’ho usato per il blog.

Vi lascio con il mito di Pachamama:

Pachacamac, dio del cielo, si unì a Pachamama e da questa unione nacquero due gemelli, un maschio e una femmina. Come in altri miti andini, il padre morì oppure, secondo altre leggende, sparì in mare o rimase prigioniero di un incantesimo in un’isola del litorale.

Pachamama rimase vedova e sola con i suoi figli. Sulla Terra regnava l’oscurità. In lontananza videro una luce che seguirono salendo montagne, attraversando lagune e combattendo contro mostri.

Infine arrivarono in una grotta conosciuta come Waconpahuin, abitata da un uomo chiamato Wakon. Questi aveva sul fuoco una patata e una pentola di pietra. Chiese ai due figli di Pachamama di andare a prendere l’acqua. I due tardarono e Wakontentò di sedurre Pachamama. Vistosi rifiutato la uccise, divorò il suo corpo e mise i resti in una pentola.

I due gemelli tornarono e chiesero della madre. Wakon non raccontò nulla e disse loro che sarebbe tornata a momenti, ma i giorni passavano e la madre non tornava.

Huaychau, uccello che annunciava l’alba, ebbe compassione dei due gemelli e raccontò cosa successe alla loro madre mettendoli in guardia del pericolo che correvano rimanendo con Wakon. I bambini legarono i capelli di Wakon, che nel frattempo dormiva, ad una grossa pietra e scapparono in fretta e furia.

Incontrarono una volpe, Añas, che dopo aver chiesto loro perché scappavano e dove stessero andando, li nascose nella sua tana. Nel frattempo Wakon si liberò e si mise in cerca dei gemelli. Incontrò dapprima vari animali a cui chiese se avevano visto due gemelli, ma nessuno seppe aiutarlo. Incontrò, infine, Añas. Questa gli disse che i bambini erano in cima ad una montagna e che avrebbe potuto, una volta in cima, imitare la voce della madre in modo che i bambini uscissero allo scoperto.

Wakon si mise a correre affannosamente verso la cima e non si accorse della trappola che nel frattempo l’astuta volpe Añas gli aveva teso. Wakon cadde da un burrone e, morendo, causò un violento terremoto.

I gemelli rimasero con Añas che gli alimentava con il suo sangue. Nauseati chiesero se poteva andare a raccogliere qualche patata. Trovarono un’oca (Oxalis Tuberosa, un tubero simile alla patata) assomigliante ad una bambola. Giocarono con essa, ma si ruppe un pezzo. I bambini smisero di giocare e si addormentarono.

Nel sonno la femmina sognò di lanciare il suo cappello in aria e che questo rimanesse sospeso senza ricadere. La stessa cosa accadeva, nel sogno, ai suoi vestiti. Una volta sveglia raccontò il sogno al fratello. Mentre i bambini si domandavano il significato del sogno, videro in cielo una corda lunghissima. Incuriositi si arrampicarono e salirono.

Alla cima della corda videro il loro padre, Pachacamac, impietosito per le loro disavventure. Riuniti al loro padre, vennero trasformati nel Sole (il maschio) e nella Luna (la femmina).

Per quello che riguarda Pachamama, essa rimase sempre in basso, assumendo la forma di un imponente nevaio chiamato, anche oggi, La Viuda (la vedova).